Sacre a Era in Grecia e a Giunone a Roma, in quanto epifanie della Grande Madre generatrice di vita, le cicogne bianche hanno ispirato anche in Europa settentrionale credenze leggendarie, poi diffuse anche nel mondo latino, con al centro sempre il forte legame della specie con il mistero della creazione della vita.

Così ebbe origine la credenza che portassero i neonati attraverso i camini, dopo aver pescato le loro anime dalle acque o dalle paludi, anche in conseguenza alla comparsa delle cicogne in primavera, periodo della rinascita della natura e della vita.
La Cicogna bianca, essendo stata considerata a lungo un animale fedele, ha evocato antiche fantasie sulla sua incapacità di sopportare i tradimenti degli uomini.
Ma il simbolo forse maggiormente rappresentativo della Cicogna bianca è quello della pietas verso i genitori anziani ed, ormai, incapaci di badare a se stessi. Tra i sostenitori di questa tesi troviamo gli Egizi, che usavano la cicogna per simboleggiare un uomo che ama il padre, e diversi importanti autori italici e greci, tra i quali ricordiamo Claudio Eliano, Aristofane, Orapollo, Artemidoro di Daldi e Basilio.
Lo stesso simbolismo viene ritrovato anche nei bestiari medievali.
Miseria e carità nella cristianità e longevità e protezione della vita in Cina e Giappone sono altri simboli conferiti alla specie nel corso della storia.
L'abitudine della Cicogna bianca di predare le serpi, infine, le ha garantito una considerazione ed una importante protezione nei secoli, affinchè nessuno fermasse la loro opera liberatrice dei campi dai pericolosi rettili. Numerosi, in proposito, sono gli scritti e le raffigurazioni, anche negli emblemi araldici.